Arte pittorica
e sartoriale
- Eleganza originale e raffinata
- Cravatte, sciarpe e altri fantasiosi particolari d'abbigliamento
- Stoffe, quadri e oleografie: una tavolozza di colori ed emozioni
Arte pittorica
La pittura intesa come forma artistica non è una meccanica apposizione di colore a un disegno, ma è un'arte che pone dei problemi più complessi: la resa del colore, le variazioni di tono, lo studio di luci ed ombre, l'illusione di spazi naturalistici, la ricchezza della tecnica (con smalti, impasti, velature. ). Nelle civiltà più antiche non esisteva ancora l'accento su tali questioni, per cui si ebbero produzioni anche di grande raffinatezza, ma definibili solo come "disegno colorato" (si pensi ad esempio all'arte egiziana). Questi problemi poterono dirsi risolti solo dall'arte greca in poi, a partire dal V secolo a.C. con pieno sviluppo documentabile in tutto il IV secolo a.C. e da allora entrarono a far parte della cultura mediterranea e europea con alterne vicende.
Esistono molti tipi di tecniche pittoriche, che si differenziano sia per i materiali e gli strumenti usati sia per le superfici sulle quali è eseguita l'opera. Le prime superfici sulle quali l'uomo realizzò primitive forme d'arte pittorica, geometrica e figurativa, furono le pareti di una caverna oppure di una casa o di un tempio. Nel Medioevo il supporto preferito dai pittori era la tavola di legno, per poi passare con il tempo alla tela, con la quale si ovviò al problema del peso e della relativa instabilità del pannello ligneo. Altri supporti possono essere: la carta, il metallo, il vetro, la seta, una parete e qualunque altra superficie in grado di mantenere in modo permanente il colore; infatti una eventuale degradazione del dipinto in un lasso di tempo breve costituirebbe, più che un'opera pittorica, una performance artistica.
Arte sartoriale
Se ti trovi a Roma e vuoi una cravatta, un panciotto o qualche altro capo raffinato e non comune per il tuo guardaroba, recati in vicolo delle vacche al numero 21, proprio sotto al parapetto interno dell'omonimo Lungotevere. Attraversa la semplice porta a vetri sotto l'insegna "Valentini" e ti accorgi di essere in un mondo ovattato, quasi magico, circondato da una miriade di oggetti fascinosi e ammalianti. All'interno di questo piccolo atelier del buon gusto puoi trovare tutto quanto ti serva per aggiungere un tratto di eleganza originale e raffinata al tuo vestire quotidiano. Con discrezione e competenza il signor Alberto ti guida alla scelta di cravatte, sciarpe e altri fantasiosi particolari d'abbigliamento gia' da lui confezionati; ma puoi anche trovare una stoffa inusuale, moderna o antica, con cui lasciarti confezionare un oggetto su misura del tuo buon gusto e modo di essere. E' una continua scoperta e ogni angolo ti pone l'imbarazzo di una scelta varia e sofisticata, il tutto condito da un'atmosfera di cortesia e familiarita'.
Sintesi
La prima bottega, l'eclettico stilista la aprì in piazza Sant'Apollinare, poi arrivò la sartoria in via Tor di Nona, frequentatissima dai politici. Il suo nuovo atelier in via dei Coronari è uno spazio di 300 metri quadri su due piani tutto da scoprire, nato sulle ceneri di un negozio di antiquariato, in un palazzetto del '400, da lui stesso arredato con opere d'arte, pareti crema, ferro battuto, specchi e tappeti persiani. Si starebbe a sentirlo parlare per ore, questo 'filosofo' del tessuto, che per ogni cliente ha un aneddoto gustoso da raccontare e conserva gelosamente tutte le lettere di ringraziamento ricevute dai nomi più illustri. Nel nuovo atelier, curiosando tra le cravatte in esposizione: tra i pezzi cult la linea Kandinsky, dalle opere del padre dell'astrattismo, quella 'futurista', ispirata alle opere di Futuristi Boccioni e Marinetti. I prezzi? Si va dai 120 euro di un modello base, ai mille euro per una cravatta anni '20, pezzo unico non replicabile.




